Invito
a ritornare alle mura di Gerusalemme
24 Giugno, 2006
Lo Stato di Israele sta subendo un scossone di proporzioni
bibliche. Continui eventi come gli attacchi terroristici, l’elezione a Gaza di Hamas, gemella islamica di al-Qa’eda, la continua
pressione a livello mondiale affinché venga stabilito uno stato Arabo
Palestinese all’interno dei confini stabiliti da Dio in terra giudaica e altri
vari tentativi di invalidare l’esistenza di Israele, indeboliscono la
sua forza e la sua riflessione. (vedi http://www.washtimes.com/functions/print.php?StoryID=20060621-085648-9557r).
Fumi di guerra si sono legati alla Sindrome di Stoccolma ( l’innamoramento dei propri aggressori) un incredibile dietro-front dei leader israeliani. Il governo israeliano ha adottato una politica il cui obiettivo è colpire a morte i nostri nemici, di fatto passo dopo passo sta cedendo territori di Israele, mentre il terrore armato va avanti nel suo obiettivo di distruggere lo stato Ebraico.
I leader israeliani hanno risposto alla pressione mondiale e
alla minaccia velata di un boicottaggio economico e politico ordinando e
sorvegliando la ritirata da Gaza
nell’agosto del 2005 e ora, se i piani del primo
ministro Olmert avranno successo, si preparerà a portare avanti un’altra
ritirata dai monti di Israele (vedi Ez.34:13-14;
36:1-8; 37:22; 38:8; 39:17). Sembra quasi che il governo di Israele sia
in processo di completare uno dei più malvagi sogni della jihad mondiale:
vedere il popolo ebraico che su di un piatto d’argento consegna la nostra terra
ai nostri nemici giurati. (vedi
Salmo 83; Ez.35, 36).
Quando nell’agosto del 2005
Molti mediatori sono addolorati da
tutto ciò che è stato descritto fin qui e sono angosciati dall’attuale politica
del governo Israeliano. Osservando questa situazione qualcuno potrebbe dire
“Non è una situazione facile ma noi israeliani stiamo facendo del nostro
meglio. Il ritiro non è necessariamente un qualcosa di negativo. La maggior
parte della gente in Israele sostiene ciò che il presidente Sharon stava
facendo e quello che l’attuale presidente Olmert sta facendo. Non criticate e
non cercate di anticipare le mosse e non esprimete disapprovazioni verso i leader
israeliani. Il Signore sa cosa qual’è la cosa migliore![2]”
Tali parole possono avere l’effetto
indesiderato di temprare una mediazione disperata. Anche il profeta Geremia
aveva affrontato una situazione simile “Essi curano alla leggera la piaga
del mio popolo, dicono ‘Pace, pace’, mentre pace non c’è” (Ger 8:11).
Già all’epoca la reazione di
Geremia fu piuttosto emotiva e ben chiara “ Per la piaga della figlia del
mio popolo io sono tutto affranto; sono in lutto, sono in preda alla
costernazione. Non c’è balsamo in Galaad? Non c’è laggiù nessun medico? Perché
dunque la piaga della figlia del mio popolo non è stata medicata?Oh, fosse la
mia testa piena d’acqua e i miei occhi una fonte di lacrime! Io piangerei
giorno e notte gli uccisi della figlia del mio popolo!”
Cosa possono fare i credenti
intanto che il governo di Israele si prepara ad altre ritirate?
Come possiamo dare un senso a
questi drammatici giorni ? In
quale modo dobbiamo pregare? Come potranno i mediatori rimanere davanti “alle
mura di Gerusalemme” se la tromba darà un suono sconosciuto? (Is 62:6-7; I Cor.
14:8) E in che modo i credenti Gentili e Ebrei potranno comunicare le loro
ansie profetiche e strategiche alla nazione di Israele e ai suoi governanti?
Respingere il dibattito
aperto
Anni fa un spot televisivo
americano recitava “persino il tuo migliore amico non farà mai accenno al tuo
alito”. È sicuramente vero che è nel momento del bisogno che l’amicizia viene
dimostrata. È vero che far notare al tuo vicino che ha problemi di alitosi
potrebbe rovinare un’amicizia, ma guardiamo il problema da questa prospettiva.
Condividere l’evangelo con gli amici, potrebbe creare molti più problemi di
questo!
Sempre qualche anno fa, una nostra
amica con il dono della profezia sognò che alcuni ebrei ortodossi sfidavano la sua fede in Gesù, il Messia. “Che
diritto hai tu, una Gentile e per di più donna, di fare una tale dichiarazione
o peggio ancora di avere certe opinioni?” le chiesero dall’alto della loro
statura con fare intimidatorio. Ma, all’improvviso, lo splendore dello Spirito
Santo irruppe nell’oscurità e risplendé direttamente sul suo viso. Nel sogno
l’incredulità di quegli uomini venne
immediatamente trasformata in una curiosità infantile come segno di uno
straordinario segno sovrannaturale.
A volte i difensori del giudaismo
rabbinico cercano di respingere il dibattito intorno alla messinicità di Gesù
con l’intimidazione o appellandosi alla superiore conoscenza e spiritualità del
rabbino. Queste tattiche sono solo dei tentativi di
contestare il diritto individuale ad avere una propria opinione. Spesso
questa strategia ha reso i credenti timidi nel condividere l’evangelo con gli
ebrei. Nel sogno, l’intimidazione è stata la strategia degli uomini vestiti di
nero, ma il loro vero scopo era quello di azzittire l’evangelo.
Tra gli ebre secolari che amano
Israele di tanto in tanto si riscontrano queste tattiche e dinamiche. Quando
gli ebrei israeliani non sono d’accordo con la politica del governo di Israele
riguardo alla diaspora degli ebrei, il dibattito diventa rovente. Un israeliano
spesso cerca di chiudere il discorso rimproverando la sua controparte nella
diaspora “Non avete il diritto di esprimere la vostra opinione o convinzione
riguardo a questi problemi dal momento che non vivete in Israele”.
Sicuramente questa discussione ha
un certo valore per gli ebrei israeliani che devono sostenere l’impatto delle
guerre e le politiche dei suoi governi in maniera diversa rispetto agli ebrei
della diaspora. Ma il tentativo di chiudere il discorso o di proibire il
dibattito tra ebrei è controproducente per tutti, soprattutto se
entrambe le parti del dibattito hanno a cuore la sopravvivenza del popolo
ebraico e il benessere dello Stato di Israele.
Mettere a tacere i propri amici
Ad una recente conferenza sionista
cristiana è stato annunciato che poteri sconosciuti nel governo di Israele
aveva messo in guardia gli organizzatori della conferenza dall’esprimere
qualsiasi opposizione o divergenza con
la politica di disimpegno, riallineamento e ritirata del partito Kadima, il partito del primo ministro
Olmert.
Sembra quasi che alcuni
rappresentanti del governo di Israele stiano dicendo, in modo sottile: “Cristiani sionisti,
apprezziamo il vostro sostegno materiale e politico, lo desideriamo e lo
sollecitiamo. Sappiamo che il vostro amore è dovuto a ciò che afferma
Sebbene alcuni ignoti
ufficiali del governo israeliano esercitino pressione sui cristiani sionisti
affinché esternino le loro preoccupazioni riguardo al disimpegno, molti
israeliani non hanno problemi nell’esprimere le loro proprie opinioni riguardo
al piano di disimpegno di Olmert. E secondo un recente sondaggio condotto da
Ha’aretz-Dialog, nonostante ciò che sperano una o due persone, il 56 per
cento degli israeliani è contro il piano di convergenza del primo ministro Ehud
Olmert, mentre solo il 37 per cento degli israeliani sostiene il piano per
un ritiro massiccio e unilaterale dalla Cisgiordania (Ha’aretz venerdi
16 giugno 2006).
Quando un governo, nel momento più
importante della sua piattaforma elettorale,
non è in grado di fare appello alla fede delle persone, sente la
necessità di trovare una speranza
politica di qualità. Sembra quasi che l’opinione dei Cristiani Sionisti sia un
target più semplice da raggiungere rispetto al quella dell’elettorato di Israele.
When
a government is unable to muster the people’s faith in the major plank of its
electoral platform, standard political wisdom is that heads need to roll. It
seems that Christian Zionist heads are an easier target than are the heads of
Cosa dice la sentinella?
Gli intercessori avvertono un
pericolo all’orizzonte chiaro e presente per Israele, è nella loro natura
implorare e avvertire. Nonostante nel governo israeliano alcuni consiglieri
politici o persino uno o due leader messianici insistano sul fatto che la
situazione sia tranquilla nonostante le circostanze e che “tutti noi dobbiamo
solo affrontarla con tranquillità”, vogliamo incoraggiamo incoraggiare
gli intercessori: la vostra angoscia è reale tanto quanto le minacce che vedete.
Non siate timorosi! Le vostre
preoccupazioni per Israele non sono un segnale che voi negativi . Il vostro
sostegno a Israele è nascosto nel cuore di Dio, è influenzato dal Suo amore e
fluisce dal Suo trono. La vostra preoccupazione per Israele è biblicamente
fondata.
Questo è il momento in cui una
intercessione informata è ciò di cui si ha maggiormente bisogno.
Abbiamo bisogno di avere le vostre orecchie tese ad ascoltare i profetici
allarmi della sentinella e dobbiamo ascoltare questi avvertimenti, non metterli
a tacere!
Ricordiamoci che quando
Israele si troverà in una situazione in cui dovrà affrontare un evidente
pericolo, solo i suoi amici intercessori imploreranno angosciati e risuoneranno
un avvertimento.
Abbiamo un urgente bisogno di
sentire il suono del corno della sentinella[3] !
(Ezek.33:1-10)
Isaia dichiara che le
preghiere disperate e le offerte sincere dei nostri amici Gentili, che ci amano
davvero e hanno scelto ciò che piace al Signore, saranno accettate nella casa
di preghiera di Dio, affinché
Come cristiani messianici
dobbiamo impegnarci a non lasciare che i cristiani nelle varie nazioni stiano
in silenzio e non dobbiamo pensare solo ad indottrinarli, ma dobbiamo insegnare
loro e guidarli in un discernimento più maturo attraverso le qualità dategli da
Dio (Eb. 5:14).
Il momento della divisione
della Terra
Nel corso degli anni
qualsiasi atto di divisione della terra di Israele è sempre stato considerato
dalla Bibbia come un segno del giudizio su Israele. Non importa che ad incoraggiare la divisione della terra di
Israele sia
É vero che le Scritture
insegnano che una divisione temporanea di Gerusalemme e della terra di Israele
sarà un breve evento degli ultimi giorni, prima del ritorno del Messia, Gesù
(Za. 14:1-2; Gl. 3:1-2 etc.), ma nessuno di noi vuole facilitare la divisione
della terra di Israele o di Gerusalemme e nemmeno agire come degli avvocati
difensori per le forze (incluse le forze ebraiche!) che potrebbero portare
avanti il ritiro e la divisione della terra.
La questione è biblica. Non è
“se Israele sta prendendo le migliori tra le decisioni possibili”. La domanda
alla quale tutti dovremmo rispondere è : è giusto che qualsiasi nazione
allunghi la propria mano per strappare parti della terra di Israele dal
controllo ebraico e concederle ad una soggetto arabo che sta cercando di
distruggere tutte la popolazione ebraica in Israele? Vi è solo una
risposta a questa domanda conforme al consiglio delle Scritture “No, non
possiamo sostenere, facilitare, difendere o aiutare tale stato!”
Dal momento che il mondo si sta
lentamente muovendo verso la direzione indicata da Gioele 3:2 (la divisione
forzata della terra di Israele), è necessario che gli intercessori discernano
gli eventi e sappiano come pregare. La sentinella deve gridare agli uomini e a
Dio.
In che modo dovremmo pregare
quindi?
Pregate per i governanti di
Israele, che il Signore Iddio di Israele riveli Sé stesso a loro nella Sua
gloria e santità. Pregate per la loro salvezza e per l’apertura dei cuori alla
rivelazione di Gesù come loro Messia e come unica Speranza per Sion.
Pregate affinché sia i
governanti che l’intera nazione di Israele si sveglino in fretta e capiscano
quale pericolo rappresenti consegnare la terra ai nemici islamici, i quali
hanno dichiarato apertamente e sfacciatamente che il loro obiettivo è
distruggere la nazione ebraica.
Pregate che gli angeli di Dio
possano ostacolare e fermare gli attacchi terroristici contro Israele e che Lui
possa invece concedere ai terroristi pentimento e salvezza.
Pregate per la sicurezza, il
discernimento e la precisione di tutti coloro che affrontano a livello locale i
terroristi, dell’esercito israeliano e delle forze di sicurezza o di chi lavora
sottocopertura nelle aree palestinesi.
Pregate affinché Dio possa dare
a Israele dei leader che abbiano fede, che credano in Lui e nella sicurezza,
vittoria e salvezza della nazione ebraica (www.danielpipes.org/article/3667).
Dal momento che i credenti
miglioreranno nell’esprimere il loro amore e sostegno ad Israele, ci sarà un
aumento delle manifestazioni di discernimento, audacia e sacrificio. L’amore
per Israele non verrà meno a causa della vergogna dell’evangelo. I credenti
parleranno chiaramente al popolo ebraico in Israele e nella diaspora riguardo
la serietà del violare il patto di Dio sulla proprietà e l’amministrazione
della terra, e riguardo all’abbracciare un cuore ripieno di gratitudine per la
possessione della terra. Con amore i credenti riveleranno la verità ad Israele
riguardo alla sicurezza della nazione,
riguardo al fatto di lasciare spazio alla empia pressione internazionale
e (se fosse necessario) a prendere decisioni imprudenti e avventate. I credenti
rafforzeranno il loro sostegno sia nei confronti degli ebrei messianici che nel
portare l’evangelo al popolo ebraico. I credenti manifesteranno apertamente il
cuore e l’amore di Dio non solo ad Israele, primogenito di Dio, ma anche al
mondo arabo e musulmano. Che questo giorno arrivi presto!
Grazie per il vostro impegno a
pregare insieme a noi per Israele, la mela agli occhi di Dio. Vi è un premio in
vista, quindi continuiamo a perseverare! Vi benediciamo nel nome del Messia
Gesù.
Avner Boskey
Grazie per il vostro amore e
il vostro sostegno. Le donazioni possono essere inviate a :
FINAL FRONTIER
MINISTRIES
BOX 121971,
NASHVILLE TN 37212-1971
USA
[1] Non so se si usa il plurale o se è meglio solo Jihad Islamica
[2] Non so se si traduca cosi o se c’è un’espressione migliore e più usata.
[3] The need of the hour significa avere un bisogno urgente. Ho aggiunto il corno della sentinella per collegare la frase alla citazione di Ezechiele altrimenti non si capiva.